Mercoledì, 25 Ottobre 2017 17:05

Keith Haring e Paolo Buggiani a Firenze. La vera origine della Street Art.

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Sono le sale di Palazzo Medici Riccardi di Firenze ad accogliere, dal 26 ottobre al 4 febbraio 2018, “MADE IN NEW YORK. KEITH HARING, (Subway drawings) Paolo Buggiani and co. La vera origine della Street Art”, la mostra a cura di Gianluca Marziani, prodotta e organizzata da MetaMorfosi
Keith Haring e Paolo Buggiani a Firenze. La vera origine della Street Art. Intervista a Paolo Buggiani

FIRENZE –  Keith Haring e Paolo Buggiani sbarcano insieme a Firenze, protagonisti di una grande esposizione che ha lo scopo non solo di analizzare le origini di un movimento spontaneo che, da oltre quarant’anni, anima pareti, strade, edifici e ogni superficie, ma anche di chiarire e tracciare una linea di demarcazione tra la cultura del Graffitismo e la dimensione più ampia della Street Art. 

Lo sfondo da cui prende il via l’esposizione è quello di una New York fine anni Settanta inizi anni Ottanta, in pieno fermento creativo, crogiolo di moti generazionali come graffitismo, rap, skateboarding e break dance. E’ nella Grande Mela che Buggiani, toscano classe 1933, inizia ad usare la metropoli come un museo a cielo aperto, trovando terreno fertile per le sue “incursioni”, ed è qui che conosce Keith Haring, il ragazzino geniale che presto sarebbe diventato una leggenda dell’arte contemporanea. Ed è proprio Buggiani che, intuendone la potenza creativa e soprattutto il potenziale futuro, quasi da collezionista ante litteram, stacca dai muri, salvandole, una cinquantina di Subway drawings, ovvero le prime opere di Haring, realizzate in gessetto sulle affissioni nere che coprivano le pubblicità scadute.

Haring all’epoca agiva rapidamente e contro il volere delle guardie o sotto gli occhi dei passanti, scivolando via un attimo dopo l’esecuzione. Motivi semplici ma iconici quelli rappresentati dal giovane artista, che in brevissimo tempo però sarebbero diventati il prologo di una rivoluzione creativa globale. Insomma tutto è davvero partito nei sotterranei di New York, dal sottosuolo verso l’olimpo dei musei e delle grandi gallerie. Dal canto suo Buggiani nella Grande Mela, accendeva l’antagonismo urbano tramite performance plateali ad alto contenuto “politico”. Buggiani creava scalpore e bellezza spontanea allo stesso tempo, rompendo le dinamiche della quotidianità con la “straordinarietà” delle sue azioni, diffondendo un messaggio diretto, di libertà, di ribellione, ma anche di pace, inducendo quindi anche a una riflessone.

La mostra fiorentina presenta oltre 20 opere originali di Haring, salvate dalla distruzione e conservate da Paolo Buggiani. A riprova inoltre della loro amicizia, è presente un prezioso disegno di Haring che ci mostra un uomo con le ali e una dedica: FOR PAOLO. Da quel momento, il personaggio volante di Buggiani sarebbe diventato uno dei soggetti pittorici del genio di Kutztown. Sempre di Haring si vedranno due opere su tavola del 1983.

Un’ampia sezione della mostra racconta l’arte di Paolo Buggiani, con decine di fotografie che documentano le sue performance e le sue installazioni a New York; alcune immagini sono state ritoccate in modo originale, così da trasformare la foto di un’azione nell’icona pittorica di un sogno realizzato. Completano il progetto i lavori di alcuni compagni di strada (Richard Hambleton, Ken Hiratsuka, Jenny Holzer, Barbara Kruger, Les Levine, David Salle), oltre ad una pregiata selezione di poster originali, fotografie e documenti video che ampliano i contenuti e le testimonianze di una storia bellissima. In esposizione anche un cospicuo nucleo di sculture dei suoi rettili in lamiera leggera, una sorta di bestiario tecnoprimitivo dislocato negli spazi storici di Palazzo Medici Riccardi. Si aggiungono poi due sculture di grande potenza scenica: la barca e l’automobile, entrambe in lamiera ritagliata e modellata, due capolavori che sembrano scendere direattamente da Mad Max per parcheggiare nel cuore del Rinascimento fiorentino. Infine anche il Minotauro e Icaro, due corpi mitologici che hanno attraversato New York e altre città del mondo, giungono oggi dentro il museo, nel luogo che certifica il valore storico di un’idea vincente.

Ma non è tutto. Nel mese di dicembre (data ancora da stabilire) verrà presentato un volume che documenterà il progetto nella sua interezza. Nella stessa data sarà organizzata anche una giornata di studi che coinvolgerà artisti, storici dell’arte, galleristi, collezionisti e altri operatori del settore, con lo scopo di chiarire alcuni nodi storici e codificare le conseguenze germinative di un linguaggio divenuto globale.

La mostra è patrocinata da Città Metropolitana dI Firenze con il contributo della Regione Toscana.